Nuovi requisiti per le strutture socioassistenziali, Casa al Plurale: “Regione Lazio all’avanguardia per la tutela dei minori con disabilità”

Nel Lazio i ragazzi con disabilità complesse – una volta compiuti i 18 anni, il limite massimo di tutela secondo legge -, non saranno più costretti a lasciare la struttura che li accoglie.

E’ questo il succo della modifica introdotta con una nuova delibera della Regione Lazio, la  N. 54 del 14/02/2017 che integra la DGR 23 dicembre 2004, n. 1305 riguardante le modalità di ammissione e dimissioni nei servizi residenziali per minori e che è stata pubblicata, pochi giorni fa, sul Bollettino Ufficiale.

“Questa modifica colloca la Regione Lazio all’avanguardia nel panorama nazionale per la tutela dei diritti dei bambini con disabilità, perché si fa carico della necessità della continuità degli affetti come presupposto terapeutico prioritario nel percorso di ben-essere di ogni persona”, spiega Marco Bellavitis responsabile de L’Accoglienza Onlus e consigliere di Casa al Plurale, l’Associazione senza scopo di lucro che rappresenta le organizzazioni che operano nel Lazio a sostegno delle persone con disabilità e di minori, coinvolgendo 54 case famiglia. Il plauso va all’Assessore Rita Visini, che ha fortemente voluto queste modifiche, e ai dirigenti per l’integrazione sociosanitaria dott. Antonio Mazzarotto e dott. Vincenzo Panella che le hanno rese possibili”.

Questa delibera arriva dopo un lungo lavoro congiunto di tecnici e dirigenti della Regione Lazio e di chi lavora sul campo in prima persona, come gli educatori che nelle case famiglia si prendono cura ogni giorno delle persone con disabilità ad alta intensità assistenziale.

Nello specifico è previsto che “nel caso di ragazzi con disabilità ad alta complessità assistenziale, divenuti maggiorenni, nelle more di una loro accoglienza presso adeguata struttura assistenziale a carattere familiare, è consentita la permanenza in struttura in ragione della continuità assistenziale e delle speciali esigenze di cura e continuità affettiva, secondo quanto previsto nel piano  personalizzato”.

E ancora: “Le eventuali dimissioni e il conseguente inserimento del ragazzo in una nuova struttura assistenziale devono essere concordati, nei tempi e nelle modalità, dai servizi sociali territorialmente competenti, dalla famiglia o da chi ne fa le veci, e dall’équipe della struttura di provenienza e devono costituire valida risposta ai bisogni socio-assistenziali del ragazzo.”

Nel Lazio ci sono oltre 240 bambini e adolescenti con disabilità e fuori dalle proprie famiglie d’origine e sono almeno 70 quelli la cui disabilità è connotata da elevata complessità assistenziale: fino a ieri rischiavano al compimento della maggiore età di essere sradicati dal loro contesto di vita; da oggi in poi si potrà progettare per loro, all’interno di un’equipe integrata di rete, la migliore soluzione per rispondere ai bisogni individuali di ciascuno di loro.

 

Ufficio Stampa Casa al Plurale

Carmela Cioffi 3381090669

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