Casa al Plurale compie 20 anni: al centro, chi abita le case famiglia

Dalla difesa delle comunità a rischio chiusura al lavoro quotidiano con minori, donne e persone con disabilità: un anniversario raccontato attraverso le parole di chi vive e costruisce l’accoglienza

Vent’anni fa nasceva Casa al Plurale, un’associazione unica nel panorama romano e nazionale: non rappresenta i lavoratori, non rappresenta i datori di lavoro e non rappresenta neppure le famiglie delle persone accolte. Casa al Plurale dà voce alle case famiglia e alle persone che le abitano, costruendo, quando possibile, un dialogo con le famiglie senza sostituirsi a loro. È nata per mettere al centro l’abitare delle persone più vulnerabili – persone con disabilità, minori in stato di abbandono e donne con bambino che vivono situazioni di grave fragilità sociale – e per creare una rete capace di sostenerle ogni giorno. Questa intuizione, semplice e radicale, guida l’associazione fin dalla sua fondazione, avvenuta il 7 marzo 2006.

Attualmente all’Associazione aderiscono 37 organizzazioni, che gestiscono strutture e progetti di solidarietà, innovazione e integrazione sociale nel Lazio, e sono 60 le case famiglia a Roma e nel Lazio rappresentate nel coordinamento. Quest’anno Casa al Plurale compie vent’anni, un traguardo che l’Associazione sceglie di raccontare senza autocelebrazioni, ma attraverso ciò che l’ha sempre definita: la pluralità delle voci che la compongono. Per questo, in occasione dell’anniversario, ogni cooperativa associata è stata invitata a scegliere una sola parola, scritta a mano su un foglio A4, per dire cosa rappresenta Casa al Plurale. Ne viene fuori un mosaico di sguardi che restituisce l’essenza dell’associazione: cura, responsabilità, presenza, comunità, condivisione.

In questi vent’anni Casa al Plurale ha difeso le case famiglia ogni volta che il sistema rischiava di farle chiudere, soprattutto a causa di rette inadeguate che non coprivano nemmeno i costi minimi dell’accoglienza. È stata una battaglia portata avanti su più piani: nel confronto politico, nelle piazze, nei momenti pubblici in cui era necessario rendere visibile ciò che rischiava di restare invisibile.

Dal flash mob alla Fontana di Trevi nel 2014 ai convegni in Campidoglio, dalle campagne di controinformazione per smontare stereotipi e narrazioni distorte sulle case famiglia fino all’appello #amenodiunmetro durante la pandemia: l’Associazione non si è mai tirata indietro ogni volta che c’era da sostenere le case famiglia.

A questo, si è aggiunto il monitoraggio costante dei costi standard delle comunità di accoglienza, con il report mensile “Quanto costa una casa famiglia?”, uno strumento che ha rafforzato una battaglia già in corso e che ha contribuito anche a risultati concreti, come lo stanziamento di due milioni di euro da parte di Roma Capitale nel 2024. Parallelamente, Casa al Plurale ha investito nella formazione degli associati e nella costruzione di strumenti condivisi per migliorare la qualità dell’accoglienza.

Oggi Casa al Plurale guarda alle sfide dei prossimi anni: il tema degli adolescenti dall’affido alla semiautonomia, la riforma della disabilità e in particolare il nodo del “Dopo di noi”, la necessità di rafforzare modelli di accoglienza che mettano al centro la qualità dell’abitare e la continuità delle relazioni.

I vent’anni non rappresentano un punto di arrivo, ma un’occasione per ribadire la visione che ha guidato l’associazione fin dall’inizio: le persone vengono prima delle strutture, e la qualità dell’abitare è un diritto.

Plurale rimanda, nel suo significato etimologico, alla pienezza e alla molteplicità che si tiene insieme. In questi vent’anni, Casa al Plurale ha dato forma concreta a questa parola, unendo persone, esperienze e bisogni diversi attorno a un progetto comune di accoglienza”, commenta il presidente di Casa al Plurale Luigi Vittorio Berliri.Questa pluralità di idee, di storie, di case e soprattutto di persone è la nostra forza. È ciò che ci ha permesso di crescere come associazione e di chiamare la comunità a condividere con noi la responsabilità delle istanze che rappresentiamo”.

Ufficio Stampa Casa al Plurale

Carmela Cioffi 3381090669

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