Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia, Casa al Plurale: servono passi in avanti per la tutela dei bambini disabili e abbandonati

Marco Bellavitis: “Chiediamo norme anche sperimentali in grado, allo stesso tempo, di garantire il diritto del minore all’accoglienza e di prevedere la copertura dei maggiori oneri che ne conseguono”.

L’ultima richiesta arrivata, in ordine di tempo, di accoglienza in casa famiglia è per Giuseppe (nome di fantasia), minore con disabilità e in stato di abbandono, che si trova in uno ospedale romano da 10 mesi, anche se sarebbero stati sufficienti 3 mesi per le dimissioni. Crediamo che anche Giuseppe abbia il diritto di essere accolto e accudito con l’attenzione che viene dedicata all’interno di una casa a dimensione familiare.

Perciò il 20 novembre, Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, non sia un momento soltanto di celebrazione, ma una concreta occasione per proseguire sulla strada della piena attuazione dei diritti dei minori, compresi i diritti dei bambini con disabilità e al di fuori della famiglia d’origine, forse i più vulnerabili tra i vulnerabili.

giornata-per-i-diritti-dellinfanziaPartendo dal lavoro che fa ogni giorno, è questo l’auspicio di Casa al Plurale, il Coordinamento delle case famiglia per persone con disabilità, minori in difficoltà e donne con bambino a rischio a Roma e nel Lazio, in occasione della “Giornata Internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza” che ricorre domani e che celebra l’anniversario dell’adozione della Convenzione Internazionale sui diritti dell’Infanzia. Nel Lazio ci sono oltre 240 bambini e adolescenti con disabilità e fuori dalle proprie famiglie d’origine e sono almeno 70 quelli la cui disabilità è connotata da elevata complessità assistenziale.

Se dal punto di vista della legge e del cuore è fuori dubbio che questi bambini, nel momento in cui non accedono all’adozione o all’affido familiare, vanno accolti in case famiglia autorizzate ad operare come strutture socio assistenziali, di fatto, nella realtà quotidiana, all’interno della Regione Lazio, non è riconosciuto pienamente il valore di questa forma così specifica e insostituibile dell’accoglienza per dei bambini che hanno, come gli altri, il diritto di vivere e crescere in famiglia, amati ed accuditi.

Nella Regione Lazio sono stati fatti grandi passi in avanti, con le recenti modifiche normative (Legge regionale n. 11 del 10/08/16 Sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali della Regione Lazio), ma è ora necessario superare la storica ed errata scissione fra sociale e sanitario e individuare così le modifiche ai requisiti di accreditamento delle strutture di accoglienza. I bambini di cui si parla hanno esigenze sociali e sanitarie ed hanno diritto di vivere in un ambiente familiare: si tratta, perciò, di normare questi diritti e renderli esigibili, come accade in tante regioni italiane come la Lombardia e l’Emilia Romagna.

Abbiamo riscontrato disponibilità al confronto da parte della neonata direzione regionale per realizzare l’integrazione sociosanitaria della Regione Lazio – dichiara Marco Bellavitis, responsabile de L’Accoglienza Onlus e Consigliere dell’Associazione Casa al Plurale. Ora chiediamo che vengano disposte norme transitorie, anche a carattere sperimentale, in grado di congiungere il diritto primario dei minorenni ad essere accolti in strutture comunitarie socio assistenziali di tipo familiare con i maggiori costi gestionali e assistenziali che ne conseguono. Si tratta di oneri ineliminabili e incomprimibili, indipendentemente dalle prestazioni territoriali domiciliari integrative che le ASL competenti potrebbero disporre a favore dei minorenni accolti.

altalene-bimbi-disabiliAccogliere bambini disabili gravi in una casa famiglia  – dove l’affettività, l’intimità, le cure personalissime da parte di operatori professionali creano quell’ “aria di casa” evidenziata anche dalle Convenzioni internazionali –  è possibile e auspicabile: lo dimostra l’esperienza ventennale della Cooperativa sociale “L’Accoglienza Onlus” , una delle 54 realtà di “Casa al Plurale” e che gestisce 3 case famiglia socio-assistenzali per minori con disabilità e in stato di abbandono.

Spesso, invece, i bambini con disabilità e senza famiglia restano in ospedale per mesi e mesi, anche se potrebbero essere dimessi, con ripercussioni negative sia sugli stessi bambini sia sulle finanze pubbliche, dati i costi di ricovero ospedalieri molto più elevati rispetto a quelli delle case famiglia socio-assistenziali.

Si unisce all’appello di Casa al Plurale anche FISH – la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – : “Garantire servizi adeguati alle esigenze dei minori con disabilità – spiega Daniele Stavolo, Presidente della Fish Lazio –  è un onere morale di fronte al quale una Società civile non può mostrarsi disattenta e impreparata. La celebrazione di questa Giornata ci offre l’opportunità di ribadire con forza la necessità di adottare politiche realmente inclusive per le persone più vulnerabili di fronte alla carenza di servizi essenziali, ragionando nell’ottica di agevolare percorsi di autonomia possibili. Realizzare tali obiettivi significa valorizzare le risorse dei bambini e ragazzi con disabilità, attraverso la creazione di una rete di sostegno fortemente integrata, investimenti mirati e la predisposizione di programmi strutturati e personalizzati”.

Ufficio Stampa Casa al Plurale

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