“Silenzio si Sogna”: il laboratorio teatrale della cooperativa Il Tamburo

È difficile scegliere le parole anche quando se ne hanno tante a disposizione“.

Inizia così il monologo finale dello spettacolo “SILENZIO SI SOGNA Quando è difficile scegliere le parole” andato in scena, lo scorso 14 giugno, al Teatro Molloy a Monterotondo Scalo e che vede protagonisti gli ospiti della casa famiglia Domus della cooperativa sociale Il Tamburo che si occupa di persone con disabilità.

Uno spettacolo emozionante e coinvolgente dove quello che emerge è la verità dei sogni descritta poeticamente con il linguaggio del teatro. Gli ospiti di Domus hanno fatto un anno di laboratorio teatrale con l’Associazione Culturale “La Fabbrica dei Ricordi felici” e sono stati condotti da Dania Appolloni e Simona Petrecca, operatrici di teatro sociale diplomate all’Accademia di Teatro e Arte nel Sociale di Roma.

Il laboratorio li ha portati ad incontrare il teatro e il teatro ha incontrato loro: da questo incontro sono emerse le loro passioni, ovvero la danza, il canto e la voglia di raccontarsi. Questi elementi sono diventati racconto scenico in uno spettacolo scritto con loro da Simona Petrecca e diretto da Dania Appolloni.

La differenza principale di questo laboratorio è stata quella di lavorare su di loro e con loro. Le operatrici non si sono appoggiate ad un testo esistente da mettere in scena e quindi da mettere “dentro”, ma hanno cercato di costruire un testo che desse agli allievi la possibilità di esprimersi e raccontarsi, quindi “di tirare fuori”. Ogni loro passione e ogni loro fragilità è stata accolta e ascoltata portandoli a mettere in scena quello che già era dentro di loro. Lo strumento “teatro” è servito a dare voce alla loro anima, ai loro sogni e alle loro speranze.

Ne è uscito fuori un piccolo corto teatrale in cui si balla, si canta e si recita, ma quello che ha emozionano il pubblico, che ha riempito il teatro di lunghissimi applausi, è stata la sconcertante semplicità dei sogni di queste persone, che pur con disabilità gravi, non hanno nei confronti della vita speranze diverse dalle nostre, non hanno sogni limitati dai loro limiti. Si sogna di fuggire lontano col proprio amore, si sogna di fare il giro del mondo con la moto, si sogna di ballare il flamenco.

Ad un certo punto Vanessa, una delle attrici, guarda il pubblico dritto negli occhi e dice: “Io vi dico che ci vuole coraggio per essere noi”. Dietro questa frase c’è il loro mondo, la loro rivoluzione coraggiosa nell’affrontare la propria diversità, che a volte arriva dagli sguardi, dal pregiudizio, dalle paure. Che cosa stupida la paura quando ci impedisce di vedere oltre “l’altro diverso da me”, senza considerare che ognuno di noi è unico e quindi diverso.

Lucia Bellini, presidente della Cooperativa Il Tamburo onlus, e Dania Appolloni

 

 
 

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