E’ sempre possibile ricominciare a volare – La storia di Martina

coccinellaLeggo gli articoli che troppo spesso parlano male delle Case Famiglia, mi hanno riferito di questa campagna di informazione e ho deciso di partecipare, parlando spontaneamente della mia esperienza con questo team di persone speciali che ha rivoluzionato radicalmente la mia vita. Salve a tutti, sono Martina, ospite della struttura di semiautonomiaOver 18“, gestita dalla Cooperativa Sociale “La Coccinella” di Anzio (Rm).

Il mio primo incontro con questa realtà è avvenuto nel marzo 2013 quando, molto stanca della mia vita, ho chiesto un aiuto ai servizi sociali, che si sono impegnati per trovarmi questa fantastica struttura di accoglienza per ragazzi minorenni. Dunque, una volta rintracciati i responsabili di struttura, abbiamo organizzato un incontro a scopo conoscitivo e lì mi ha accolto colei che poi è diventata la mia educatrice, Michela…

Devo dire che come ogni persona che ignora le funzioni di una cosa, inizialmente ero molto distante, fredda, chiusa mentalmente, decisa ad uscire da lì non appena avessi compiuto 18 anni! il 15 marzo poi, circa una settimana dopo l’incontro conoscitivo, c’è stato il mio ingresso definitivo in struttura. Mi assegnarono una stanza con i muri blu, molto carina, molto accogliente, da condividere con un’altra ragazza che si è rivelata poi molto disponibile e gentile.

Comunque…. quella mattina del 15 marzo, accompagnata dalla mia assistente sociale e supportata da due/tre educatori ho cominciato la mia esperienza. Mi hanno iscritta in palestra (cosa che nel corso dei miei diciannove anni è avvenuta una volta sola per un breve periodo), mi hanno portata dal parrucchiere, dal dentista, dal dottore, a fare le analisi, a fare shopping per acquistare le cose di cui avevo bisogno… insomma, mi hanno aiutato a rivoluzionare prima di tutto me stessa per poter cambiare il mio destino, che credevo già scritto ed abbastanza nero.

Una volta messo piede in quella che tutt’oggi è la mia casa (e dico mia perché non ci si sente in una struttura, nemmeno quando si sta in una casa famiglia, poiché delle persone molto speciali riescono a darti un clima familiare fantastico, è come se si stesse in una casa con mamma, papà, zio, nonna, cugini), non volevo più uscirne!

Devo fare i complimenti per questo alla persona che più mi ha spinto ad intraprendere questa vita da “adulto”: Michela, che aveva già ben capito dall’inizio cosa realmente avevo dentro e di cosa necessitavo, cose che non sapevo bene neanche io. Io avevo bisogno di un’occasione per poter vivere la mia età, le mie esperienze e perché no, i miei errori (errare humanum est)… Avevo bisogno di andare a scuola, di uscire con le amiche, di andare in palestra, di svagarmi e divertirmi. Avevo bisogno di fare un passo (o forse cento) indietro e vivere le cose che si vivono quando si hanno solo 18 anni. Molte cose che io non ho vissuto.

Credo che dietro la casa, i soldi, le bollette pagate che “La Coccinella” ci offre ci sia molto di più. C’è un team di psicologi ed educatori pronti a consigliarci, capire cosa è meglio per noi e a cercare di darcelo (dico cercare perché nessuno ci obbliga con la frusta a fare nulla, veniamo indirizzati, capiamo e con la nostra testa percorriamo la giusta via, quella che possa portarci ad una vita migliore di quella avuta sin’ora). Certo, le strigliate per le assenze ingiustificate ovviamente le prendiamo, ma come farebbe una mamma o un papà! Non come farebbe una persona il cui scopo è tirarti su senza coinvolgimenti emotivi. Veniamo accolti come figli.

Mi dilungo sempre! Dicevo… sono stata accompagnata a fare la spesa, consigliata su cosa preparare per cena e come preparare…  Sono stati giorni molto veloci, stavo bene, ero finalmente convinta di voler entrare in questa struttura. Mi hanno aiutato a mettere a posto le cose, hanno fatto e fanno tuttora cose che non gli spetterebbero… cioè ma chi lo dice che mi debbano fare la ceretta? Che mi debbano rispondere a messaggi a mezzanotte? Nessuno. Non esiste una regola. Eppure lo fanno. Perché? Perché sono molto di più di semplici educatori. Sono amici, mamme, sorelle, fratelli. Sono tutto ciò di cui si ha bisogno. Il bene che io voglio a queste persone non si può quantificare. Si può quantificare il bene per una persona che ti aiuta a salvarti? No. Questa è la mia esperienza! Questa è la mia Casa Famiglia!

Martina

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