Attuazione legge ‘Dopo di noi’ a Roma e nel Lazio: per Natale arriverà pacco dono o soltanto “pacco”?

Le persone con disabilità in casa famiglia attendono speranzose di conoscere le nuove regole.

Berliri: “Regione Lazio e Comune di Roma fissino subito Calendario degli step sul nostro territorio”. 

natale-2013-disabiliE’ già Natale dappertutto: le luci e i regali fioccano, il decreto attuativo per la Legge sul “dopo di noi” è stato firmato, pochi giorni fa, in tempi record e per la Regione Lazio, in base al “Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare”, sono state stanziate  per il 2016 risorse per 9.090.000, è la cifra più alta dopo la Lombardia. E anche le centinaia di persone con disabilità, che vivono nelle case famiglia di Roma, si augurano che Babbo Natale per loro stia preparando un vero pacco dono e non un “pacco”.

Se infatti, per la prima volta, si parla di “budget di progetto” e ciò significa che non ragioniamo più in termini di rette e posti letto ma di progetto di vita, di “vestito su misura” da cucire sulla persona con disabilità, d’altra parte ancora non è sufficientemente chiaro come tutto ciò si possa tradurre sul piano delle reali esigenze che si devono affrontare ogni giorno per garantire, come dice la legge, «la più ampia partecipazione possibile della persona con disabilità grave, tenendo conto dei suoi desideri, aspettative e preferenze».

C’è tanta soddisfazione da parte del Coordinamento Casa al Plurale per una norma in cui la salute è intesa come benessere della persona da raggiungere attraverso una serie di azioni sociali – come appunto l’“abitare”- , e inoltre si stabilisce un tetto massimo al numero di persone da accogliere nelle strutture, purché poi ci siano le reali risorse umane ed economiche per farla funzionare.

Con quali regole, infatti, saranno stanziati i fondi e che fine faranno le case attuali, ma soprattutto le persone con disabilità che vi abitano?

Ha idea il Governo di quanto costi un intervento a favore di persone con disabilità “grave” (la legge si rivolge esclusivamente a loro) attraverso una casa che ospita quattro persone, ipotizzando oltre al responsabile anche due operatori in turno? O pensiamo di lasciare quattro persone con disabilità complessa da sole con un solo operatore?

In sostanza, la nuova legge prevede regole nettamente diverse da quelle attualmente in vigore in Regione e al Comune. Ed è possibile dare risposte concrete solo se si entra nel merito dei problemi: il Comune di Roma attualmente stanzia per le case famiglia la metà di quel che servirebbe, come si può rilevare dallo “Studio sui costi standard delle comunità di accoglienza” realizzato da Casa al Plurale con il patrocinio del Comune. Per le persone con disabilità il Comune di Roma stanza 15 milioni di euro, mentre quello di Torino 60 milioni. Al momento a Roma ci sono 400 persone in lista di attesa. A Torino nessuno.

Inoltre, se dovessimo usare solo i soldi stanziati dal Comune, un operatore sociale guadagnerebbe 3,86 euro netti per ogni ora lavorata. Per non parlare delle rette per i minori: in questo caso, il compenso sarebbe pari a 1,54€.

“La legge ‘sul dopo di noi’ ha suscitato tanta attesa e speranza, c’è Salvatore, ad esempio, che vive con i genitori anziani ed è in lista di attesa da 5 anni: cosa riceverà da questo Natale, sarà accolto in casa famiglia? Occorre che Regione Lazio e Comune di Roma facciano, al più presto, la loro parte affinché sia un vero dono e non un “pacco” vuoto: le normative non sono sufficientemente chiare e non sappiamo come andrà a finire finché la legge non sarà trasformata in direttive regionali e comunali. – spiega Luigi Vittorio Berliri, presidente di Casa al PluraleNon possiamo ancora attendere, perciò chiediamo con urgenza che venga fissato un calendario di incontri operativi in cui declinare l’attuazione della legge nel territorio del Lazio. Le case famiglia, per alcune situazioni, rappresentano la risposta giusta alla domanda sul “dopo di noi”, ma in questo momento, senza i fondi necessari alla loro gestione, stentano a funzionare. Con poche risorse si produce segregazione e non integrazione”.

Ufficio Stampa Casa al Plurale

Carmela Cioffi 3381090669

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